Immaginare è bello ma… 

Il nostro lavoro e molti ambiti della nostra vita personale si sviluppano sempre più nel mondo digitale. Un fenomeno in crescita che sta interessando in modo trasversale la società coinvolgendo giovani nativi digitali ma anche le generazioni analogiche. La pervasività dei sistemi digitali ci sta progressivamente facendo perdere la capacità di godere delle cose attraverso i sensi. Secondo il neurobiologo David Linden, autore di “The Science of Hand, Heart and Mind”, questo può causare un danno al nostro sistema cognitivo, emotivo e compromettere le nostre capacità motorie. La crescita della funzione intellettiva è infatti strettamente collegata alla capacità di prestare attenzione, The Art of Noticing, che oltre a vedere il mondo in modo nuovo ci permette di “pensare più chiaramente, ascoltare meglio e di essere più creativi oltre a riscoprire le nostre passioni e accorgerci di quello di cui ci importa realmente.

Le neuroscienze hanno dimostrato che cognitività ed emotività sono connesse all’uso dei sensi e all’incremento delle abilità motorie. Vista e tatto, occhi e mani sono veicoli formidabili di esperienza e conoscenza, in particolare bocca e dita hanno di gran lunga il più alto numero di terminazioni nervose tattili. E se la vista è il senso umano dominante, d’altra parte non si può dire di conoscere quello che vedi fino a quando non l’hai toccato. Lo sanno bene i bambini che all’inizio esplorano il mondo portando alla bocca gli oggetti nella cosiddetta fase orale. Per i neuropsicologi il tatto e le emozioni sono così intimamente collegate che a livello cerebrale il tatto coincide con il sistema affettivo.

Questo processo non è limitato a una fase della vita, ma è molto importante continuare a usare il tatto e tenerlo esercitato ad ogni età perché è il senso su cui si basa il funzionamento della componente psichica ed emotiva.

La digitalizzazione delle attività riduce molte attività come l’ascolto, il leggere e il guardare all’esperienza di un solo senso: la vista. A molti questo potrà sembrare un fatto secondario perché la vista può essere il senso rilevante e sufficiente per molte attività. In realtà questo non è vero. Si tende a sottostimare l’importanza di utilizzare una combinazione di più sensi per un’esperienza più completa, ad esempio assaporare il cibo sentendone il profumo o guardando la composizione del piatto. Ma soprattutto il senso più sottovalutato è il tatto. Sappiamo tutti che il pane ha un profumo, una fragranza, un tepore, un colore e un sapore inconfondibile. Possiamo comprarlo online certo, ma in questo modo impoveriamo la nostra esperienza non solo d’acquisto ma anche di consumatori. Quel tipo di pane è quello che ci fa sorridere in modo inconsapevole, è il sapore tutto personale della nostra colazione.

Lo stesso può dirsi di un abito: guardarlo, toccarlo, sentire il peso della stoffa, la sua morbidezza, osservare l’effetto di quel tocco di colore; ecco tutto questo ci regala un appagamento profondo che l’acquisto online ci preclude. I clienti di Invidia, Conbipel, Geox, Imperial Fashion, H&M, MFSPrice, Original Marines, Scarpe & Scarpe, Scorpion Bay, Takko e Via Condotti lo sanno bene. 

Allo stesso modo, come bambini, niente ci fa sentire più allegri e vivi di correre nella pioggia leggera di primavera annusando il profumo della terra bagnata, sentendo le gocce scorrere sul nostro viso, mentre il ticchettio dell’acqua scende sulle foglie degli alberi e ci culla con un motivo che consociamo pur non avendolo mai imparato.

L’esperienza non è niente senza la componente sensoriale e ogni attività è parziale se affidata a un solo senso. Ogni ambito del vivere: leggere un libro acquistato dalla nostra fornitissima libreria Giunti al Punto, ascoltare un brano, provare un vestito, assaporare un cibo da Delicious, Dese o N’ICE è l’occasione irrinunciabile per conoscere se stessi e risvegliare i propri desideri.

 

Vi aspettiamo a Le Vele per vivere un’esperienza sensoriale coinvolgente!